Saturday, August 25, 2007

Falesia di Vernante

Gran bella giornata in falesia in compagnia della mia ciccia e di due amici che da tempo non si vedevano in circolazione, avendo iniziato una nuova avventura di vita a Londra : Michela e Mario !
Partenza molto pigra, alle 9 (!), borsa frigo, fermata in panetteria e....si va a Vernante, vicino a Limone, falesia in cui io non ero mai stato e soprattutto che richiede soli CINQUE minuti di avvicinamento !!!
Appena arriviamo alla base delle vie una spiacevole sorpresa : un cucciolo di rapace (aquila, poiana, ... ?) cade giù da una cengia, proprio vicino ai nostri "pasticci"...che fare ? Mario telefona alla guardia forestale, che gli passa un veterinario, che alla fine ci dice se vogliamo portarlo alla stazione di Borgo etc.... Dopo qualche ora il piccolo muore. NO COMMENT.

Passiamo alla giornata "arrampicatoria" : ci lanciamo sul settore 2 (guida "Roccia" con in copertina il mitico Seve !) dove ci sono vie di difficoltà medio-basse, quindi adatte a noi ! :o)

Giò torna ad arrampicare su roccia dopo molto tempo, ste scarpette sono troppo strette, ma ci mette impegno e supera movimenti molto duri e "di braccia"...

Anche Miki se la cava molto bene su vie di quinto grado !
Mario, nonostante abbia passato gli ultimi mesi a Londra e non sulle pareti, dimostra come al solito di buttarsi senza problemi "da primo" su qualsiasi grado gli si ponga di fronte.

Io a fine giornata chiudo un bel 6a+ che mi da grandissima soddisfazione !!!

Vie :

- No Dai 5+
- Zygofolies 5+
- Attento che te lo dico 5+/6a
- Pantera Rosa 6a+

Appena Miki e Mario ci mandano le foto le pubblico !!!

Friday, February 16, 2007

Action Directe
oggi ritorna in campo la cordata "Gianpiero forte ed io dietro che mungo".
Si va al Bourcet, partenza ore 8.15, sole limpido...
Arrivati a Roure il sole è già alto, ma la valle è stretta e decidiamo di andare nell'unico settore davvero assolato : la "parete del deltaplano".
Decidiamo di fare "action directe" , omonima della mitica via 9a in frankjura :)
Devo dire che per me la via era decisamente fuori scala, ho tribolato dall'inizio alla fine.
Però posso dire che si tratta di una di quelle vie che vedendole dici "ecco, voglio arrivare ad arrampicare su una parete così !".
Si tratta di uno gneiss di grana media, arrampicata varia, prima placca, poi verticale con lame, poi tacche, poi di nuovo placca.
Le lunghezze : 6b 5c 6b+ 5c 6b 5c
Oggi ho munto, ho raggirato ostacoli, ho sudato..la forma non è un granchè, è sempre più chiaro che
- o ci si allena
- o questo tipo di arrampicata rimarrà una bella "teoria"
;o)

Saturday, December 02, 2006


Dani, Simo, Paolo, io.
Sabato freddo e grigio, ma non ci scoraggiamo... andiamo per la prima volta alla falesia di Chiusa Pesio, piccola ma bellissima palestra di orccia nelle vicinanze del parco naturale.
Strapiombante la paretina di dx, un pò meno a sx, con degli interessanti quinti e sesti...
Roccia ROSSASTRA, calcarea, molto estetica.


Bella roccia, leggermente sporco a sx, gradi non sempre in accordo tra quanto scritto alla base della via e quanto riportato sulla guida "Roccia".

A volte i 6a diventano 5+ e a volte i 5+/6a diventano 6a.
Comunque...chissenefrega....ci siamo divertiti, siamo riusciti a scalare abbastanza bene nonostante il freddo e...il bar di Chiusa Pesio è uno spasso. Provare per credere ! ;o)

Ecco le foto :














...paolo mangia un pomodoro....














nel frattempo...a Roma....

Thursday, November 30, 2006

Vertigo ... alias ... il sogno ... anzi ... lo spigolo ... che diventa realtà !!!

Evvai ! Ce l'ho fatta !
Ho chiuso la mitica via di spigolo al primo tentativo (della serata).
Dopo un anno la promessa è stata mantenuta, prima di Natale.

...quindi....non smetto di arrampicare !

Sunday, November 26, 2006

Bracco Boulder
Bellissima domenica al monte Bracco, per la prima volta alle prese con i blocchi.
Soprattutto bellissima "cumpa" di vertigo : Fulvio, Enrico, Federico (con due simpatici amici), Giovannino.

Devo dire che le sensazioni nel muoversi (o tentare di farlo !) su blocchi di roccia con il crashpad sotto il sedere sono molto più belle di quello che io immaginassi...
In effetti si tratta dell'arrampicata in forma concentrata e credo che davvero aiuti molto ad imparare la tecnica.
Ho visto performance notevoli, ma soprattutto ho visto un ambiente aperto e divertente.

Brutto spavento sulla caduta di Fede, fortunatamente di chiappa e non di schiena.
...bisogna fare sempre molta attenzione.

Le parole chiave sono : tecnica, piedi, movimenti decisi e "finalizzati" (non a vanvera)....e infine......
TENERE !!!

Saturday, November 18, 2006

Monte Bracco
Finalmente è arrivato il momento di dedicare un intero post al mitico Monte Bracco, che considero un pò la culla dove io, con Dani, Paolino, Paolo, Simo e tutti quanti abbiamo iniziato ad amare la roccia. Sabato, giornata nebbiosa ed uggiosa...e come al solito il buon Bracchino non delude, con il suo microclima : dopo due orette di fotografie immersi in un paradiso di colori autunnali, ecco spuntare il sole, ecco la roccia che si asciuga ed ecco...che si arrampica ! Un piacevolissimo ritorno al settore Castello, a destra dello scudo striato. Per la precisione "paretina ovest" (pag 83 guida F.Parussa).

Inizio incerto in cui, devo dire, ho toccato con mano come l'allenamento indoor (boulder) aiuti la forza pura, ma indebolisca di molto l'aspetto mentale, l'arrampicata "da primi" per intenderci. Sul primo tiro di 5+ (Gondwana) grande tremolio e FIFA !!! Poi dopo un pò le sensazioni sono migliorate, Paolo sale un bel 6b ("Cucadores"), Paolino ed io saliamo "Così non vale", un 6a+ di tacchette con partenza boulder. Simo su "W la Farfalla" (sottoscrivo), Dani rosica un pò per la giornata da monotiristi, ma ci sta dentro.



Sunday, November 05, 2006

Week End sul lago di Garda e..... ad Arco !!!




















settore Massone, a 1 Km dal centro di Arco. Via : Giuditta (6a)...munto l'impossibile, calcare con buchi liscissimo e strapiombante...molto difficile di piedi (scivolano !)... ma molto bello.
















Thursday, November 02, 2006


Ci siamo quasi...chiusa con tallonata su rossa a dx...
FORZA !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
stasera eravamo tutti belli in forma, bene, bene...
Stasera anche Dani e Gianlu a Pollenzo, con Giovanna e Simo.
Grazie a Danilo per la pazienza e i preziosissimi consigli...

:)

PS: bisognerà cominciare a pensare seriamente al pangullich.

Wednesday, November 01, 2006


Placche di Oriana (settore sinistro, la più a sx nella foto)

Oggi sole e maniche corte in un paesaggio bellissimo sulle placche di Oriana, un pò sopra Machaby.
Dani, Paolino, io e ...direttamente da Vertigo : Mattia !!!
Complimenti a lui sul primo tiro di xxx (6a placcoso) e scusa per la corda un pò lasca !
Mai come oggi una vista così "ravvicinata" e nitida sul Cervino e sul gruppo del Rosa, spettacolo !!!

Saturday, October 28, 2006

Capo Noli
chi : Dani, Mario, Paolino l'alpino, Simo, Lele

Grande giornata di arrampicata e cazzeggio a Noli.
Finalmente completato il traverso "
In scio bolesomme" sotto un sole estivo (che sete !) e sopra un mare incantevole...
Confermo le bellissime sensazioni che avevo provato la prima volta su ambiente e roccia...e su questa bellissima via "in orizzontale".




Per quanto riguarda la difficoltà, in pratica i passaggi chiave sono quelle tre o quattro placche un pò esposte in cui la parete "si spinge verso il mare".
Alla fine del primo tiro il passaggio per me più duro, che non sono riuscito a passare in libera :o( , ma con una munta clamorosa :)

Quando serve la spittatura si accorcia ed è ok; unico difetto : le soste sono praticamente tutte su UNO SPIT assolutamente arbitrario...il punto è che diventa difficile seguire una qualche "relazione" sulla successione dei tiri.


Comunque il giudizio rimane superlativo, soprattutto se si ha la fortuna di scalare in una giornata come quella di ieri, sole caldo e mare limpido e soprattutto se alla fine si corre sulla baia dei saraceni e si fa il BAGNO (quasi a novembre !!!) in mutande !





PS : in bocca al lupo ad un mio compagno di avventure, che presto partirà per un'altra, vera, avventura ! ;o)

Friday, October 27, 2006


Vertigo che passione

Simo , Mario....compagni di sventura....lo so...ci svegliamo la notte e la sognamo....mentre facciamo all'amore pensiamo a lei.....ma prima o poi sarà NOSTRA !!!!


Ahahahahha ! Ahahahahha ! Ahahahahha ! Ahahahahha ! Ahahahahha ! Ahahahahha !


PS: se per Natale non la faccio mi iscrivo al curling.
;o)


picture taken from "Marengo Mario Always Plays With His Phone" Productions

Sunday, October 22, 2006


Courma di Machaby 798 m: Diedro Jacod - Valle d'Aosta Bassa (P.S.Martin - AO)




















Oggi Dani ed io abbiamo fatto il mitico Diedro di Jacod, bella ed impegnativa via di 10 tiri.
In sosta ho incontrato gente di Vertigo !!! ... ma loro erano sul 6C....complimenti davvero !

Note : quanto è rognosa la discesa dal paretone per il """""sentiero"""" !!!

Sunday, October 15, 2006


Ciao,
attenzione, forse lo avevate già visto, ma meglio una volta di troppo.
Usare la daisy chain con DUE ANELLI moschettonati può essere rischiosissimo !!!!!!!!


istruzioni


Lele

Saturday, October 14, 2006

Sabato 14 Ottobre 2006
Rocca Castello (Chiappera)



Via : Solo per Bruna

Bella gita con Paolino l'alpino, Simo e Dani.
Splendida giornata al mattino, poi pioggia e ritirata all'ultimo tiro...

Vabbe...

Tuesday, October 10, 2006

da JollyPower di Alessandro Lamberti
Perché ci “acciaiamo”
La mancanza di resistenza e di forza nella maggior parte dei casi non è la causa principale del fatto che presto si esauriscono le energie. Il fatto che ci “acciaiamo” spesso è soltanto un effetto dovuto al cattivo utilizzo delle capacità fisiche, al sovradosaggio della forza, e alla mancanza di appropriati feedback di controllo della tensione muscolare.

Il nostro corpo è pieno di sensori che ci comunicano molte informazioni provenienti dall’interno: la tensione muscolare, la sensazione di disagio o di dolore interno ai muscoli ed ai tendini sono continuamente monitorate, autonomamente, e nella maggior parte dei casi in maniera inconsapevole, da tutti questi recettori. Per la maggior parte di noi, e soprattutto per coloro che si stancano presto quando scalano, che pensano di avere poca resistenza e in realtà sprecano troppo, che contraggono fino all’ultimo muscolo anche quando non serve, questi recettori sono mal “tarati”.

Questo significa che non arriva, in maniera autonoma e automatica, il segnale che stiamo stringendo troppo quella presa e che ora possiamo mollare un po’; non arriva da quei sensori il segnale che possiamo rilassare la schiena e il collo, che si può rilassare un poco il polpaccio; quando abbiamo preso l’appiglio successivo spesso non arriva immediatamente il segnale che possiamo rilassare l’altra mano. Compito di questi propriocettori, se sono ben tarati, dovrebbe essere quello di consentire ai muscoli agonisti di avere la minima tensione necessaria al movimento e agli antagonisti di avere il massimo rilassamento possibile. In altre parole stringere le prese il meno possibile, contrarre solo i muscoli che servono, alternare in maniera sinergica ed efficiente la contrazione e la decontrazione di agonisti ed antagonisti, riuscire, talvolta, addirittura a riposare alcuni distretti muscolari senza dover mollare la presa. Spesso non è solo un problema di sensori della tensione muscolare, è anche un problema di tecnica: questo avviene , per esempio, quando stiamo scaricando parecchio peso sulle gambe e sui piedi ma continuiamo a stringere smoderatamente le prese che abbiamo per le mani. Proviamo a fare ogni tanto questo esperimento, agendo con il controllo volontario: mentre stiamo arrampicando allentiamo la presa sempre di più fino al punto in cui se mollo ancora un po’ la mano si apre e caschiamo. Quello è il punto limite e tutta la forza che ci mettiamo in più è energia sprecata. Il problema è che, come spesso accade, il controllo volontario e cosciente è del tutto inadeguato al compito: troppo lento e costoso, inefficace e inefficiente come un vecchio computer impallato. Pensate che i feedback propriocettivi richiedono solo 100 millisecondi per dar luogo ad una risposta di correzione, quando sono automatici e non raggiungono lo stato di coscienza.

Arrampicare con una tensione eccessiva, sovradosata rispetto a quella che in realtà servirebbe per salire, è tipico di chi ha paura di cadere, di chi è inibito da altre forme di ansia quali la presenza di pubblico, l’ansia da prestazione, l’ansia di dover per forza riuscire, l’ansia del grado.. etc.

E’ anche però un problema di apprendimento: chi ha cominciato da piccolo sicuramente avrà i propriocettori tarati benissimo e riuscirà sempre a ben coordinare lo sforzo tra i vari distretti muscolari nella maniera più efficiente. Chi ha cominciato con la scalata outdoor sarà sicuramente avvantaggiato rispetto coloro i quali sono abituati a tirare nelle sale boulders. Sicuramente anche chi a cominciato tardi con l’allenamento di forza a secco riuscirà ad usare meglio la forza che ha a disposizione. E’ un dato di fatto che lo sviluppo delle sale boulders e dell’allenamento di forza hanno contribuito in maniera disastrosa al riempire le falesie di arrampicatori che utilizzano malissimo le loro potenzialità fisiche ( chi mi conosce sa che io stesso, a tutti i miei allievi, dico spesso che la scalata fuori è l’allenamento migliore, ma nonostante questo certamente ho una grossa responsabilità nell’aver causato questa invasione di nuovi barbari assetati di grado). Tale problema si fa meno importante nel caso si pratichi esclusivamente il Bouldering: nel caso si debba superare un problema di blocco, l’esplosione di potenza dura pochi secondi e spesso è più importante essere in grado di sviluppare una tensione massima piuttosto che risparmiare; nel caso della scalata in falesia e delle vie a più tiri risulta invece indispensabile un appropriato dosaggio della tensione muscolare al fine di durare di più.

Possibili soluzioni

Per i principianti:


Avvicinarsi alla scalata con un corso che si svolga prevalentemente outdoor, avere l’imprinting della scalata sulla roccia vera, piuttosto che cominciare a scalare fuori solo dopo mesi di palestra artificiale e di allenamenti di forza. La palestra indoor e gli allenamenti di forza sono utili solo allorché si sia raggiunto già un buon livello tecnico, altrimenti sono controproducenti. Il fatto che molti palestrati dopo poco tempo già raggiungano gradi considerevoli ( anche il 7a/7b ) vuol dire solo che il loro livello fisico è sproporzionato rispetto a quello tecnico, che hanno bruciato le tappe e faranno molta più fatica poi a recuperare questo gap e poter fare un successivo salto di qualità.
Se proprio non è possibile andare a scalare fuori, evitare, almeno per il primo anno, eccessivi e aspecifici allenamenti di forza a secco, cercando di scalare il più possibile , di sviluppare sensibilità nei piedi utilizzando solo appoggi per i piedi molto piccoli e di automatizzare più possibili schemi motori
Quando si scala fuori, non cercare di bruciare le tappe passando molto tempo a tentare vie oltre il proprio limite, ma fare molti itinerari facili e in fluidità: quando si è al limite si arrampica male, e se si arrampica sempre al limite ci si abitua a scalare male.
Cercare sin dall’inizio di risolvere tutti quei fattori che inibiscono il corretto funzionamento degli automatismi: la paura di volare, la mancanza di autostima, la tendenza ad essere troppo competitivi con se stessi o con gli altri, l’ansia della prestazione o l’ansia del grado, il porsi obiettivi sbagliati ( banali o irraggiungibili). Tutto questo dopo un po’ di anni sarà cosi radicato che diventerà molto più difficile da estirpare.


Per chi arrampica già da tempo



Essere obiettivi con se stessi: quando non si riesce, non inventarsi sempre delle scuse alle quali poi si finisce col credere. Questo permetterà di poter agire concretamente sui propri punti deboli
Imparare a visualizzare e rappresentare mentalmente la scalata: non tanto e non solo per ricordarsi la sequenza di appigli ma soprattutto per meglio fissare le sensazioni di come e quanto spingere e tirare. Il modo migliore per “tarare” i recettori interni è proprio quello di farlo mentalmente come se si dovesse ripassare una lezione.
Scalare fuori il più possibile, anche sul facile. Fare molte vie lunghe in montagna è uno dei modi migliori per costruire una base di schemi motori che rimarrà per tutta la vita. Ricordare che il modo migliore per allenarsi è scalare fuori, Pan Gullich e trave sono indispensabili per l’altissimo livello ( con molte eccezioni) ma per tutti gli altri costituiscono solo un surrogato per chi non ha la possibilità di scalare.
Imitazione e ripetizione: scalare con chi è più bravo e poi cercare di ripetere lasciandosi andare, senza razionalizzare troppo, come quando si segue un maestro di sci che non parla e dopo un po’ si sentono le gambe che vanno da sole.
Cercare di essere polivalenti nella prima parte della carriera, specializzarsi nella seconda. All’inizio infatti fare un po’ tutto ( boulders, continuità, biditi, canne, svasi, a vista , lavorato etc) serve per costruire un bagaglio, monetine spese che prima o poi pagheranno. Dopo anni di scalata, e in età più tarda, invece, la polivalenza può essere controproducente: dal punto di vista fisico, la continuità andrà a scapito della forza e viceversa e si rischierà così di non fare bene nessuna delle due cose. Dal punto di vista mentale, scalare spesso su cose poco congeniali porterà a demotivazione. Una buona soluzione sarà dunque quella di allenare soprattutto le cose su cui già si va bene, di diventare sempre più forti sulle cose predilette. In questo modo i risultati continueranno a crescere, e questo influirà in maniera positiva a tal punto che si andrà meglio anche sui terreni su cui una volta si era più deboli.

Sunday, October 08, 2006



Sabato 07 ottobre 2006
Grande giornata di arrampicata in compagnia della codata varicocele al Bourcet.
Via Sexy-Gate + monotiri placcosi

Vai Paolino !!!


...Andare in macchina era per lui come un sonnifero. Passò non di rado mezzo addormentato sul sedile del passeggero i nostri lunghi viaggi ...


...L'arrampicata lo entusiasmò a tal punto da spingerlo a rinunciare, dall'oggi al domani, a giocare a tennis... Abbandonò al più presto quel circolo di fanfaroni piccolo borghesi e si tuffò tra le rocce...


Grande Wolfgang, io e te abbiamo qualcosa in comune... ;)

Friday, October 06, 2006


pensavo...

Perchè vado in montagna ?

Thursday, October 05, 2006


Oggi, giovedì 5 ottobre 2006, sono andato con Giampiero ad arrampicare a Bourcet...
Giornata splendida, sole e roccia.
Abbiamo fatto "apache", una magnifica via di 6 lunghezze mozzafiato...
Che dire ? BELLO !!!!!!!!!!